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Storia
Rapida storia della Fanteria di Marina,
in particolare 1943-45
Il Reggimento “La Marina”, composto da marinai della Squadra
Navale, è istituito nel 1713 da Vittorio Amedeo II.
Negli anni seguenti questo Reparto assume la denominazione di “Brigata
di Marina”, partecipando alla prima Guerra d’Indipendenza,
successivamente è denominato Battaglione “Real Navi”
e, infine, “Fanteria Real Marina”, reparto disciolto nel 1878.
I fanti di Marina, comunque, continuano ad esistere di fatto a bordo delle
navi, dove i comandanti fanno addestrare i membri più valorosi
dell’equipaggio all’uso delle armi leggere.
La tradizione continua e i Marò partecipano a diverse campagne
belliche tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, distinguendosi
per valore e spirito di sacrificio.
Nel 1915 viene costituita la “Brigata Marina” che, oltre a
un Reggimento di Artiglieria, comprende anche un Reggimento Fucilieri
organizzato su tre Battaglioni, in seguito portati a cinque durante la
Prima Guerra Mondiale.
I Fucilieri di Marina vivono la tragica epopea delle trincee distinguendosi,
in particolare, nella difesa della città di Venezia che viene attaccata
a più riprese dagli Austriaci dal mare e da terra (da cui il motto
della Forza da Sbarco: “Per Mare, Per Terram”).
Gli strenui combattimenti si svolgono alle foci del Piave, dove l’avanzata
del nemico viene finalmente fermata: il Reggimento Marina, tra il 1917
ed il 1918, paga un altissimo tributo di sangue: 384 morti e più
di 1.500 tra feriti e mutilati.
Nel maggio del 1918 il Reparto riceve la Bandiera di Combattimento; un
anno dopo, il 17 marzo del 1919 viene emanato un Regio Decreto che sancisce
ufficialmente la nascita della Fanteria di Marina; la città di
Venezia, memore del sacrificio dei Fucilieri di Marina, nel corso di una
solenne cerimonia dona al Reparto il proprio stemma, costituito dal leone
alato e il nome del suo patrono: “SAN MARCO”, che da quel
momento contraddistinguerà i Fucilieri di Marina.
Durante le Guerre Coloniali e la Seconda Guerra Mondiale i Fucilieri di
Marina sono sempre presenti in prima linea scrivendo altre pagine di eroismo;
in particolare, il Reggimento San Marco combatte nelle isole dell’Egeo,
in Grecia ed in Africa, dove si copre di gloria difendendo Tobruk.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, che divide di fatto
l’Italia in due metà l’un contro l’altra armata,
già nel gennaio 1944 la Regia Marina ricostituisce il Reggimento
San Marco, che combatterà al fianco degli Alleati.
Nello stesso periodo, anche nella Repubblica Sociale Italiana viene costituita
una Divisione Fanteria di Marina, denominata “San Marco”.
La Divisione “San Marco”, dopo la sua formazione ed addestramento
in Germania, sarà dislocata in Liguria in funzione antisbarco ed
un suo battaglione parteciperà, nel dicembre 1944, all’operazione
italo-tedesca “Wintergewitter”, una offensiva locale in Garfagnana
condotta contro le posizioni della 92° Infantry Division americana.
L’offensiva conseguirà i risultati voluti, dando alle forze
dell’Asse in Italia un’ultima ed effimera vittoria.
Un’altra unità di Fanteria di Marina si forma al Nord: infatti
la X^ Flottiglia MAS, una delle poche unità delle FF.AA. italiane
a rimanere coesa nelle confuse ore seguenti all’armistizio, da scelto
nucleo di incursori subacquei diviene una forza divisionale di combattenti
di terra, dato l’alto numero di volontari che affluiscono nelle
sue fila dopo l’8 settembre 1943.
Nella caserma di San Bartolomeo a La Spezia si forma il Btg. “Barbarigo”
(inizialmente denominato Maestrale); dopo brevissimo addestramento, questo
Battaglione è il primo reparto della Decima ad essere inviato contro
gli Alleati, sul fronte di Anzio/Nettuno, dove si distinguerà,
nonostante lo scarso addestramento e l’obsolescente armamento, contro
i reparti angloamericani.
Incorporando anche elementi provenienti dai reparti N. e P. (Nuotatori
e Paracadutisti), si forma il Btg. “N.P.”, a La Spezia prima
e con base a Jesolo poi.
Sono uomini particolarmente dotati nel fisico, nel morale e nell'addestramento,
doti che saranno messe a frutto in drammatiche azioni dietro le linee
Alleate, nei combattimenti in Venezia Giulia contro il IX Korpus sloveno
e sul fronte meridionale del Senio, in Romagna, contro inglesi e neozelandesi.
Sempre a La Spezia nasce il Btg. “Lupo”: a differenza di altri
reparti, ha la possibilità di un periodo più lungo di addestramento,
effettuato presso una Divisione di Fallschirmjäger tedeschi. La grande
coesione ottenuta sarà dimostrata in combattimento, in particolar
modo sul Senio, nel febbraio-marzo 1945.
Nel Btg. “Fulmine” convergono ex bersaglieri. Vengono aggregati
i "Volontari di Francia", ragazzi figli di immigrati italiani
oltralpe. Anche loro danno il loro contributo nella difesa dei confini
orientali d'Italia contro le forze slave di Tito.
Ed ancora tanti altri reparti della Decima: a Venezia il Btg. Serenissima,
a Pavia il Btg. Guastatori Alpini “Valanga”, a La Spezia il
Btg. "Sagittario” e così i Gruppi di artiglieria “Colleoni”
e “San Giorgio”, per il genio il Btg. “Freccia”.
Per la prima volta nella storia d'Italia si forma un corpo militare volontario
femminile, il S .A. F. (Servizio Ausiliario Femminile), che entra a far
parte della Divisione Decima (S.A.F. Decima).
Persino a Tien-Tsin, in Cina, elementi della base della Marina Italiana
chiederanno di far parte della Decima MAS.
La Divisione “DECIMA”
Il nome “X^ Flottiglia MAS” serviva da copertura per un reparto
speciale che da tempo sperimentava ed usava contro il nemico i famosi
mezzi d’assalto della Marina. Aveva sede a Muggiano (La Spezia)
ed aveva un reparto denominato “Reparto Gamma” con base a
Castiglioncello (Livorno), un reparto che utilizzava barchini d’assalto
esplosivi con sede a Varignano (La Spezia) ed un reparto che utilizzava
mezzi subacquei (i famosi “maiali”, cioè siluri guidati
S.L.C.) con sede a Bocca di Serchio (Pisa). Aveva, inoltre, sedi operative
anche all’estero, fra le quali, famosissima, quella in Spagna, nella
stiva della nave “Oltrerra”, appositamente e segretamente
attrezzata, da cui partirono gli attacchi a Gibilterra. Era un piccolo
reparto (poco più di duecento unità) ma formato da uomini
audacissimi e perfettamente addestrati.
Come è noto la X° FLOTTIGLIA MAS del Comandante Principe Junio
Valerio Borghese non ammainò mai la bandiera e, fin dall’8
settembre 1943 aprì a La Spezia un centro di reclutamento che vide
subito l’affluenza di molti volontari.
In data 14 settembre fra il Comandante Borghese e il Capitano di Vascello
Berninghaus, la più alta autorità germanica in sede, fu
stipulato il seguente accordo:
1) La X° Flottiglia MAS è unità complessa appartenente
alla marima militare italiana, con completa autonomia nel campo logistico,
organico, della giustizia e disciplinare, amministrativo;
2) È alleata delle forze armate germaniche, con parità di
diritti e di doveri;
3) Batte bandiera da guerra italiana;
4) È riconosciuto a chi ne fa parte il diritto all’uso di
ogni arma;
5) È autorizzata a ricuperare e armare, con bandiera ed equipaggi
italiani, le unità italiane trovantisi nei porti italiani; il loro
impiego operativo dipende dal Comando della Marina germanica;
6) Il Comandante Borghese ne è il Capo riconosciuto, con i diritti
e i doveri inerenti a tale incarico.
Alcuni ordini interni, poi, caratterizzarono le Decima e ne marcarono
la linea di condotta:
1) Rancio e caldaio unico per Ufficiali, Sottufficiali e marinai.
2) Sospensione di ogni promozione fino alla fine della guerra, esclusion
fatta per le promozioni per merito di guerra sul campo.
3) Reclutamento esclusivamente volontario.
4) La pena di morte è prevista per i militari della “Decima”
che siano riconosciuti colpevoli dai regolari Tribunali, dei seguenti
reati:
a) furto o saccheggio;
b) diserzione;
c) codardia di fronte al nemico.
La grande abbondanza di uomini, mai venuta meno, consentì non
solo di ampliare il settore marinaro ma, altresì, di costituire
molti battaglioni per l’impiego in terra. Già nel novembre
fu costituito il primo battaglione di circa mille uomini, il BARGARIGO
(che fino al gennaio 1944 si chiamò MAESTRALE).
Il settore marinaro fu affidato al Comandante Mario Arillo, che era a
capo del Comando Operativo Marina per il Tirreno e costituì il
Gruppo Mezzi d’Assalto TESEI, suddiviso in tre reparti: la scuola
intitolata a GIOBBE, che operò come Btg. Ardimento (vedi); il reparto
di superficie intitolato a MOCCAGATTA che era composto dal Gruppo “Salvatore
Todaro” Scuola M.A. (mezzi d’assalto) di superficie, da una
Base Operativa Sud, una Base Op. Ovest, una Base Op. Est e una Base Op.
di collegamento con l’Italia occupata; e il reparto subacqueo intitolato
allo SCIRE’.
Il Gruppo Todaro fu ricostituito a La Spezia (esisteva dal 1941) subito
dopo l’8 settembre 1943. Nell’ottobre 1943 fu trasferito a
Sesto Calende sul Lago Maggiore. Qui diede vita prima alla Base Sud, poi
alle altre. Nell’aprile 1945 si ritirò a Milano e qui si
arrese con gli altri reparti della Decima.
La Base Operativa Sud fu costituita a Sesto Calende (VA) nel gennaio 1944
e dislocata a Fiumicino. Già nello stesso gennaio effettuò
la prima missione che colpì un cacciatorpediniere americano. Con
l’avanzata del fronte, la Base fu sgomberata il 4.6.44. L’8
ebbe sede a Marina di Pisa, ma dopo poco tempo fu disciolta e il personale
andò ad unirsi alla Base Ovest e, poi, anche a quella Est.
La Base Ovest fu costituita a Sesto Calende il 17 agosto 1944 e prese
sede prima a Villafranca, a 2 Km da Nizza, poi a San Remo. Era dotata
di mezzi M.T.M. (barchini esplosivi) e S.M.A. (motoscafi armati con siluro
e bombe). Combattè validamente sul mare fino agli ultimi giorni
di aprile. Il 16 Sergio Denti col suo barchino riuscì a colpire
e a danneggiare gravemente un caccia francese, il “Trombe”.
Il 25 aprile si ritirò a nord combattendo contro i partigiani e
giunse fino a Strambino Romano (Ivrea) ove si arrese agli americani l’8
maggio 1945.
La base operativa Est fu costituita a San Remo il 5 febbraio 1945. Ne
assunse il comando il Ten.Vasc.Pil, Sergio Nesi che la comandò
finchè il 14 aprile 1945 fu catturato nei pressi di Ancona. La
sede della Base fu a Brioni Maggiore (Pola) ove fu operativa fino al maggio
1945.
La Base di Collegamento con l’Italia occupata si costituì
a La Spezia nel gennaio 1944. Suo compito era quello di condurre gli “agenti
speciali”, che erano informatori e sabotatori, nelle terre occupate
e nel cercare, poi, a missione compiuta, di recuperarli. Innumerevoli
le missioni, spesso conclusesi tragicamente, condotte fino all’aprile
1945.
Nel Tirreno, infine, operava anche la “Squadriglia M.A.S. “Comandante
Castagnacci”. Fu costituita a La Spezia nel gennaio 1944 ed ebbe
sede prima a Porto Santo Stefano, poi a Bocca d’Arno, a Lerici,
a San Remo e, infine, a Imperia. Si ritirò fino a Strambino Romano
(Ivrea) e qui si arrese l’8 maggio 1845 insieme agli uomini della
Base Ovest.
Il settore subacqueo SCIRE’ comprese:
Una Scuola Sommozzatori costituita a Portofino nel gennaio 1944, trasferita
nell’estate a Portorose (Pola), dove cessò di esistere nel
maggio 1945. I suoi componenti furono in massima parte trucidati dagli
slavi. Dei prigionieri pochissimi sopravvissero;
Il Gruppo operativo “SSB” (siluri San Bartolomeo), costituito
a La Spezia nel dicembre 1943. Dotato di questi siluri guidati, perfezionamento
dei SLC (siluri a lenta corsa), fu nella pratica impossibilità
di operare dopo l’affondamento del SMG “ARADAM”, unico
rimasto attrezzato per il trasporto di questi mezzi. Si sciolse a La Spezia
nell’aprile 1945;
Il Gruppo “Gamma” “Licio Visintini”. L’8
settembre 1943 non si sciolse e passò interamente alla R.S.I. Dal
novembre 1943 fu a Valdagno (VC). Molte furono le azioni coronate da successo
degli informatori-sabotatori del gruppo. Alla fine delle ostilità
il gruppo, asseragliato nella caserma di Valdagno al comando del Ten.
Luigi Ferraro, rimase in armi fino al 28 maggio 1945, dopo di che si arrese
con l’onore delle armi;
La Squadriglia sommergibili “CA” Si costituì a La Spezia
nell’ottobre 1943. Era dotata di tre SMG “CA” recuperati,
da usarsi come vettori di uomini-rana sabotatori. Ma nel maggio 1944 le
tre unità furono poste in secco e la squadriglia disciolta. Il
comandante, Cap.G.N. Andreoli di Sivico Umberto, passò al Gruppo
“Todaro”;
Una squadriglia sommergibili in allestimento. Costituita a La Spezia nel
novembre 1943, era dotata di 4 SMG recuperati e in allestimento a La Spezia
e a Genova. Purtroppo nel settembre 1944 i quattro SMG furono distrutti
da bombardamento aereo e la squadriglia si sciolse;
Una Squadriglia di SMG “CB” e “CM”, costituita
a Pola nel novembre 1943. Questi piccoli sommergibili, adatti al trasporto
di informatori-sabotatori ma dotati anche di siluri, compirono innumerevoli
missioni in Adriatico, ottenendo anche notevoli successi. Il 2 maggio
1945 la base fu occupata dagli slavi e gli occupanti furono uccisi o fatti
prigionieri. Un piccolo sommergibile, però, il “CM1”,
raggiunse Venezia ed entrò nel porto già occupato dagli
anglo-americani con la bandiera della R.S.I. spiegata. E gli inglesi,
in omaggio al valore di quell’equipaggio, lasciarono che quella
bandiera, insieme a quella inglese, rimanesse sul SMG fino al suo arrivo
ad Ancona, ove un equipaggio misto italo-inglese lo condusse. E solo il
15 maggio 1945 il tricolore della R.S.I. fu ammainato definitivamente.
Per quanto riguarda il settore terrestre c’è da dire che,
nel maggio 1944 il Com. Borghese decise di inquadrare i battaglioni in
una grande unità che prese il nome di “Divisione Decima”.
Essa fu organizzata su tre Reggimenti:
1° Rgt Fanteria coi Btg LUPO, BARBARIGO e N.P. (nuotatori paracadutisti
più una Compagnia Comando Reggimentale ;
2° Rgt Fanteria coi Btg SAGITTARIO, VALANGA di guastatori alpini e
FULMINE di bersaglieri più la C.C.R.;
3° Rgt Artiglieria formato da tre gruppi armati con 12 pezzi da 100/22,
12 da 105 e 12 da 20 anti aerei più una Batteria comando Reggimentale.
I Gruppi furono il 1° Gr. S.GIORGIO, il 2° Gr. DA GIUSSANO e il
3°Gr. COLLEONI.
La divisione ebbe, inoltre, il Btg Genio FRECCIA e il Btg Complementi
CASTAGNACCI.
Il Comando della Divisione fu affidato al Col. Luigi Carallo fino al 21.12.44,
poi al Gen.Brig. Corrado.
Erano rappresentate, praticamente, tutte le armi.
Dal 11.2.1945, poi, la Divisione Decima fu riorganizzata e fu divisa in
due Gruppi di Combattimento. Il 1° Gruppo di Combattimento comprendeva:
Cmp. Comando, i Btg BARBARIGO, LUPO, N.P., il 1° Gr. Art. SAN GIORGIO
e il Btg. Genio FRECCIA. Il 2° Gruppo di combattimento comprendeva:
Cmp Comando, i Btg FULMINE, SAGITTARIO, VALANGA, il 3° Rgt Art. (meno
il primo Gruppo Artiglieria).
Aggregato alla Decima era anche un reparto del S.A.F. di circa 300 elementi
al comando di Fede Arnaud. La Decima fin dal 1 marzo 1944, cioè
prima che venisse promulgata la legge costitutiva del S.A.F., aveva costituito
un reparto di giovani studentesse che si erano arruolate per assistere
i feriti del fronte di Nettuno. Essa organizzò tre corsi di addestramento
per ausiliarie.
Oltre ai reparti “indivisionati” sopra menzionati, le “Decima”
contò anche una quantità di reparti “non indivisionati”.
Essi furono:
BTG. ARDIMENTO: Costituito a La Spezia nel febbraio 1944 per l’addestramento
del personale dei mezzi d’assalto della marina, fu successivamente
spostato a Piacenza per operazioni terrestri. Solo nel settembre-ottobre
1944, con l’arrivo a Piacenza della 36^ B.N. di Lucca fu sollevato
da questi compiti e si spostò sul Garda ove riprese le sue funzioni
originarie. Qui si sciolse il 27 aprile 1945.
BTG. LONGOBARDO: Si costituì a Bordeaux con giovani volontari,
figli di italiani emigrati in Francia. Molti non parlavano neppure italiano
ma vollero arruolarsi per riscattare l’onore d’Italia, la
Patria dei genitori. Accolti dal Comandante Grossi furono organizzati,
addestrati e, nel settembre, inviati in Italia salvo un piccolo contingente
che rimane come presidio aggiuntivo alla base Betasom. Anche se definito
battaglione, in realtà la sua consistenza era quella di una compagnia.
Giunti a Venezia vennero aggregati prima al Btg Barbarigo e, dopo una
settimana, al Btg. Fulmine col nome di “ 3^Compagnia Volontari di
Francia”. Solo alcuni, smaniosi di poter subito combattere, si arruoleranno
nelle SS italiane.
BTG. PEGASO : Costituito a Montecchio Maggiore (Vicenza) nel gennaio 1945
per provvedere alla difesa del Sottosegretariato di Stato per la Marina,
qui si sciolse il 28 aprile 1945.
BTG. RISOLUTI : Costituito a Genova nel marzo 1944, ebbe compiti di difesa
costiera, di pattugliamento e di lotta antipartigiana. Fornì anche
dei complementi al Btg. Lupo e al Btg Barbarigo, cui fornì una
intera compagnia. Cessò di esistere il 26 aprile 1945, parte a
Genova e parte a Milano.
BTG. SAN GIUSTO : Costituito a Trieste nel dicembre 1944 per volere esplicito
del Comandante Borghese, per riaffermare l’italianità di
questa città, presidiò la città e svolse compiti
di difesa costiera fino al 30 aprile 1945.
BTG. SERENISSIMA : Si costituì a Venezia nel febbraio 1944 con
tutto il personale di marina di quella base ebbe compiti di difesa delle
opere e delle infrastrutture. Fornì anche una compagnia al Btg.
Valanga, la quale subì gravi perdite durante la battaglia di Tarnova
della Selva. Si sciolse il 3 maggio 1945.
BTG. VEGA : Costituito nel maggio ’44 a Montorfano (Como), fungeva
da deposito di personale e materiale del Btg. N.P. Organizzava corsi per
nuotatori e pionieri. Si sciolse il 26.4.45.
BTG. SCIRE’ : Costituito ad Arona con ex sommergibilisti nel maggio
’44, fu adibito alla protezione della Scuola per Arditi dei Mezzi
d’Assalto di Sesto Calende. Sostenne combattimenti ed ebbe perdite.
Si sciolse il 30.4.45.
GRUPPO CONTRAEREO “Q” : Costituito a Gavirate nel febbraio
1945 operò qui, a Lonate in difesa dello Stato Maggiore della Marina,
e a Milano. Aveva il compito di proteggere le autocolonne. Si sciolse
a Milano il 26.4.45.
DISTACCAMENTO UMBERTO CUMERO : Costituito nel marzo 1944 protesse la FIAT,
su richiesta dell’Ing.Valletta. Nell’ottobre 1944 fu assorbito
dal Distacc. TORINO.
DIST. MILANO : Nato nel giugno 1944 con funzioni di centro di reclutamento,
accolse il Comando della Decima con lo stesso Borghese, quando il comando
fu spostato qui da La Spezia. Allora assunse le dimensioni di un Btg.
Si sciolse, dopo il saluto di Borghese, il 26.4.45. Gli accordi di Borghese
col Gen. Cadorna consentirono la smobilitazione senza eccidi.
DIST. ROMA : Nacque praticamente nel settembre 1943 con le consegne di
Maridist dalla Regia Marina alla Marina Repubblicana. Fungeva da comando
tappa della Decima, nonché da supporto logistico per il Btg. Barbarigo
e per i Mezzi d’Assalto. Il 4.6.44 ripiegò al Nord.
DIST.TORINO Nasce nel giugno 1944, quando la Decima fu spostata in Piemonte.
Nell’ottobre, con la confluenza del “Cumero” assunse
le dimensioni di un Btg. Fu utilizzato contro le bande partigiane, sostenne
molti combattimenti e subì gravi perdite. Rimasto a Torino, si
difese fino al 30.4.45. Sopraffatto dai partigiani, ebbe trucidati gran
parte dei suoi uomini.
CMP ADRIATICA : Costituita a Ravenna con tutto il personale di marina
di quella città, al comando del Ten.Vasc. Giannelli nel dicembre
1944, fu successivamente inviata in Istria. Fu sacrificata quasi tutta
nella difesa di Cherso. Cessò di esistere il 3 maggio 1945.
CMP. D’ANNUNZIO : Si costituì a Fiume nel maggio 1944 e fu
l’estremo avamposto della Decima sui confini orientali. Si sacrificò
quasi tutta nella difesa di Fiume. I superstiti, arresisi ai titini il
2.5.45, furono deportati in Jugoslavia e pochissimi rientrarono nel 1947.
CMP. MAI MORTI : Si costituì a Trieste nell’ottobre 1943.
Operò a Novara, a disposizione di quel Capo Provincia, ma nell’aprile
1944 il Comandante Borghese la fece rientrare a La Spezia e poco dopo
la sciolse. Gli uomini giudicati validi andarono a costituire il primo
nucleo del Btg. Sagittario. Qualcuno fu congedato.
COMPAGNIA OPERATIVA “O” : Nacque a La Spezia nel luglio 1944
con compito di tenere sotto controllo l’entroterra spezzino. Nel
dicembre, con lo spostamento del comando Decima a Milano, lo seguì
e entrò a far parte del Dist. Milano.
CMP. NAZARIO SAURO : Si costituì a Pola col personale del Rgt.
San Marco che era rimasto in loco. Operò contro le bande slave
e a difesa della base dei sommergibili CB. Difese Pola fino al 3.5.45,
sacrificando fino all’ultimo uomo.
Una menzione particolare meritano gli “agenti speciali” che
operarono oltre le linee, in territorio occupato dal nemico per compiere
sabotaggi e raccogliere informazioni. Erano uomini del Battaglione NP
della Decima Mas appositamente addestrati. Furono almeno 90 gli agenti
speciali catturati e fucilati.
DECALOGO DELLA
Xa MAS
(1943)
I) STAI ZITTO.
E' indispensabile mantenere il segreto anche nei minimi particolari e
con chiunque,anche con i parenti e gli amici più cari.Ogni indiscrezione
è un tradimento perchè compromette la nostra opera e può
costare la vita a molti dei nostri compagni.
II) SII SERIO E MODESTO.
Hai promesso di comportarti da ardito.Ti abbiamo creduto. Basta così.
E' inutile far mostra della tua decisione con parenti, amici,superiori
e compagni.Non si fa,di una promessa così bella, lo sgabello della
vanità personale.Solo i fatti parleranno.
III) NON SOLLECITARE RICOMPENSE.
La più bella ricompensa è la coscienza di aver portato a
termine la missione che ci è affidata.Le medaglie,gli elogi,gli
onori rendono fieri chi li riceve per lo spontaneo riconoscimento di chi
giudica,non chi li sollecita o li mendica.
IV) SII DISCIPLINATO.
Prima del coraggio e dell'abilità ti è richiesta la disciplina
più profondamente sentita:dello spirito e del corpo. Se non saluti,se
non sei educato,se non obbedisci nelle piccole cose di ogni giorno,se
il servizio di caserma ti pesa e ti sembra indegno di te,se non sai adattarti
a mangiare male e dormire peggio:non fai per noi
V) NON AVERE FRETTA DI OPERARE NON RACCONTARE A TUTTI CHE NON VEDI L'ORA
DI PARTIRE.
Potrai operare solo quando il tuo cuore,il tuo cervello e il tuo corpo
saranno pronti.Se sei impaziente,non sei pronto.Devi imparare a conoscere
perfettamente la tua arma ed a impiegarla in ogni contingenza in maniera
perfetta. L'addestramento non è mai eccessivo. Devi appassionarti
ad esso. Devi migliorarti ogni giorno. Solo chi ti comanda è giudice
insindacabile delle tue possibilità.
VI) DEVI AVERE IL CORAGGIO DEI FORTI,NON QUELLO DEI DISPERATI.
Ti sarà richiesto uno sforzo enorme,solo al di là del quale
sta il successo.Per compierlo,hai bisogno di tutte le tue energie fisiche
e
morali.La tua determinazione di riuscire ad ogni costo deve perciò
nascere dal profondo del tuo cuore,espressione purissima del tuo amore
per la Patria,e non deve essere il gesto disperato di un mancato e di
un disilluso.La tua vita militare e privata deve essere perciò
onesta,semplice e serena.
VII) LA TUA VITA E’ PREZIOSA MA L'OBIETTIVO E’ PIU’
PREZIOSO.
Devi ricordartelo nel momento dell'azione.Ripetilo a te stesso cento volte
al giorno e giura che non fallirai la prova.
VIII) NON DARE INFORMAZIONI AL NEMICO.
Non devi far catturare le armi e il materiale a te affidato. Se dopo aver
operato cadi prigioniero,ricordati che al nemico devi comunicare solo
le tue generalità e il tuo grado.
IX) SE PRIGIONIERO,SII SEMPRE FIERO DI ESSERE ITALIANO,SII DIGNITOSO.
Non ostentare la tua appartenenza ai Mezzi d'Assalto. Cerca, nelle lettere
ai familiari,di comunicare come meglio potrai e saprai tutto quanto conosci
sull'azione a cui hai partecipato e sul nemico in genere.Cera sempre,se
possibile,di fuggire.
X) SE CADRAI MILLE ALTRI TI SEGUIRANNO: DA GREGARIO DIVENTERAI UN CAPO,
UNA GUIDA, UN ESEMPIO.
IL BATTAGLIONE “BARBARIGO”
Il Battaglione "Barbarigo", inizialmente denominato "Maestrale",
fu il primo reparto di Fanteria di Marina della "Decima" ad
essere costituito, affiancando giovani volontari e veterani dell’Africa,
Balcani e Russia. Nacque a La Spezia, nella caserma San Bartolomeo, nel
novembre del 1943. Ne assunse il comando il Capitano di Corvetta Umberto
Bardelli. Nel gennaio 1944, nel ricordo del sommergibile del comandante
Enzo Grossi, gli fu attribuito il nome di "Barbarigo".
Delle quattro Compagnie su cui era ordinato, la 2a e la 4a erano state
addestrate a San Bartolomeo, mentre la 1a e la 3a erano state trasferite
per l'addestramento a Cuneo, alla caserma San Dalmazzo.
Alla metà di febbraio il Battaglione si riunì nuovamente
a La Spezia. Il 19 ricevette dal comandante Borghese la bandiera di combattimento
e il giorno 20 partì per il fronte di Anzio-Nettuno, dove gli angloamericani
avevano creato una testa di ponte dopo lo sbarco avvenuto il 22 gennaio.
A bordo di torpedoni, seguendo l'itinerario: La Spezia-Firenze-Arezzo-Orvieto-Viterbo-Roma,
i Marò raggiunsero la capitale dopo aver superato le previste difficoltà
dei bombardamenti aerei e dei mitragliamenti a bassa quota degli Spitfire
e Thunderbolt.
A Roma sosta di alcuni giomi presso la caserma "Graziosi". Un
Capitano dei Granatieri, Alberto Marchesi, diede modo al comandante Bardelli
di completare l'equipaggiamento e l'armamento del Battaglione attingendo
ai magazzini della caserma "Ferdinando di Savoia'.
IL "BARBARIGO" AL FRONTE ANZIO/NETTUNO
Lo sbarco ad Anzio e a Nettuno avvenne il 22 gennaio 1944. A mezzanotte,
dopo ventidue ore di attività, unità della Marina americana
e della Royal Navy avevano fatto sbarcare 36.034 uomini, 3.069 automezzi
e quasi tutti i mezzi d'assalto del 6° Corpo d'Armata statunitense,
comprendente tre Battaglioni di Ranger e una Brigata di Commandos. La
flotta di protezione era costituita da quattro Incrociatori leggeri e
24 Cacciatorpediniere.
Anche grazie al temporeggiare del comandante Alleato, Generale Lucas,
i tedeschi riuscirono a bloccare l’avanzata angloamericana, facendo
affluire rinforzi e scatenando diverse controffensive contro la testa
di ponte.
Il "Barbarigo" arrivò al fronte mentre era in corso la
seconda controffensiva, e sostò per breve tempo a Sermoneta: dalla
collina si vedevano le linee nemiche, pioveva, e il tempo rimase perturbato
fino alla fine di marzo. Il terreno, piatto e paludoso, era percorso da
un groviglio di canali, fossi di bonifica e di irrigazione. Il Battaglione
venne destinato al settore sud, tenuto dalla 715. Infanterie Division,
che aveva partecipato alle due controffensive di Aprilia e di Cisterna
subendo ingenti perdite. Il Comando della Divisione tedesca credette di
poter impiegare i Marò come complementi da aggregare alle proprie
esauste Compagnie. Bardelli ottenne invece, dopo una lunga discussione
con i tedeschi, che il Battaglione avesse il suo tratto di fronte. La
1a Compagnia fu schierata sul tratto alto del Canale Mussolini, la 3a
tra il fosso del Gorgolicino e la Strada Lunga, la 4a di qui fino al margine
delle paludi: la 2a fu rimandata a Sezze per un corso di addestramento
all'uso del Panzerfaust e della mitragliatrice MG 42, seguita a rotazione
dalle altre Compagnie.
Il reparto nemico del settore assegnato al "Barbarigo" era il
l° Distaccamento della Special Service Force, composto per due terzi
da americani e per un terzo da canadesi, con un addestramento equivalente
a quello dei Rangers.
La prima ad essere attaccata fu la 3a compagnia. Gli americani impegnarono
i Marò con un attacco frontale, seguiti dai più aggressivi
canadesi, sempre appoggiati da carri medi Sherman, leggeri Stuart e blindo
Greyhound. La 2a compagnia diede il cambio alla 3a. Alla fine di marzo,
il Battaglione SS italiane "Degli Oddi" rilevò lungo
il Canale Mussolini la 1a compagnia, spostata a Terracina per addestramento
e sorveglianza costiera. La 3a Compagnia tornò in linea davanti
al Cerreto Alto.
Nel frattempo il "Barbarigo" provvedeva a dotarsi di una sua
artiglieria, formando la 5a compagnia Cannoni, armata con pezzi da accompagnamento
65/17, prelevati dal Museo dei Granatieri. A La Spezia si stava costituendo
il Gruppo Artiglieria "San Giorgio" dotato di pezzi da 75/13.
Il comando della Decima inviò al fronte di Nettuno il Tenente di
Vascello Carnevali, comandante del Gruppo "San Giorgio", per
organizzare un gruppo di Artiglieria da Campagna. Formarono il gruppo
una batteria da 105/28, una da 105/32 e una da 75/27. Il 15 aprile ci
fu un attacco di mezzi corazzati canadesi nel settore del fronte tenuto
dalla 2a Compagnia che perse i capisaldi "Erna" e "Dora".
Lo stesso giorno, al comando del Tenente Giulio Cencetti, i Marò
riconquistarono i capisaldi persi nel precedente attacco.
Il 19 aprile ci fu un altro attacco sul fronte della 2a Compagnia. Ai
primi di maggio nuovi cambi in linea: la 4a Compagnia sostituiva la 2a,
la 1a dava il cambio alla 3a che si trasferiva a Terracina per sorvegliare
la costa.
Il 26 aprile il comandante Bardelli venne richiamato a La Spezia per assumere
un incarico superiore. Il Tenente di Vascello Vallauri sostituì
Bardelli al comando del Battaglione.
Ancora un attacco americano al fosso del Gorgolicino, tenuto dalla 4a
Compagnia. I Marò resistettero agli assalti e contrattaccarono
il nemico, anche grazie al supporto di fuoco dell’artiglieria tedesca,
con i temibili lanciarazzi multipli Nebelwerfer.
All'alba del 23 maggio gli angloamericani attaccarono dalla testa di ponte
di Anzio in direzione di Cisterna, impiegando tre Divisioni per tagliare
la strada statale Casilina, principale via di ritirata della 10. Armee
tedesca.
Il 24 maggio il Battaglione "Barbarigo" e il Gruppo d'artiglieria
"San Giorgio" ricevettero l'ordine di ritirarsi. Le tre Compagnie
in linea si sganciarono in direzione di Sermoneta e Bassiano. La 2a fu
attaccata da mezzi corazzati nei pressi di Cisterna, la 4a resistette
agli attacchi nemici nell'abitato di Norma. Gli artiglieri del "San
Giorgio", dopo aver esaurito tutte le munizioni a loro disposizione,
fecero saltare le bocche da fuoco. La 3a Compagnia ripiegava da Terracina
ricongiungendosi al resto del Battaglione.
La postazione del Plotone comandato dal Guardiamarina Alessandro Tognoloni
venne accerchiata da carri Sherman americani. Al grido di "Decima!
Barbarigo!", i Marò andarono all'assalto dei carri. Tognoloni
lanciò una bomba a mano e cadde colpito squarciato nel torace.
Prima di perdere i sensi scaricò i colpi della sua pistola e, vuotato
il caricatore, la lanciò contro il carro avanzante. Per gli atti
di valore compiuti sul fronte di Nettuno gli fu concessa la Medaglia d'Oro.
Tognoloni, raccolto agonizzante dagli americani, fu evacuato in un ospedale
militare dove riuscirono a salvargli la vita.
Il 31 maggio il "Barbarigo" giunse a Roma e si radunò
nella caserma di Maridist, in Piazza Randaccio.
La sera del 4 giugno le avanguardie della 5a Armata americana entrarono
in città, primo fra tutti il l° Distaccamento della Special
Service Force a cui il "Barbarigo" si era opposto strenuamente
per tre mesi.
La mattina del 5 giugno i resti del "Barbarigo" si inquadrarono
e, divisi in piccoli gruppi, marciarono in direzione di La Spezia.
IL "BARBARIGO" IN PIEMONTE IL
CANAVESE
Nel giugno 1944 la "Decima" concentrò i suoi Battaglioni
nell'alto Piemonte. Il "Barbarigo" fu il primo reparto a giungere
nella regione, si sistemò nella zona del lago di Viverone e successivamente
fu trasferito a Pont Canavese.
Nel pomeriggio dell'8 luglio, a Ozegna, una frazione a sud di Courgné
(Torino), giunse nella piazza del paese, per discutere uno scambio di
prigionieri, un reparto motorizzato della Decima Mas, al comando del Capitano
di Corvetta Umberto Bardelli. Si trattava di una quarantina di Marò
del Battaglione "Barbarigo" reduci dal fronte di Nettuno, che
iniziarono a parlamentare con i comandanti partigiani.
Dopo pochi minuti nella piazza si abbatte sugli ignari Marò una
tempesta di fuoco, provenienteda numerosi partigiani che avevano circondato
di nascosto gli uomini della Decima, che avevano tra l’altro precedentemente
tolto i caricatori dai MAB per dimostrare il carattere pacifico della
loro missione.
Nonostante un tentativo di resistenza organizzato da Bardelli, i partigiani
ebbero il sopravvento sugli uomini della "Decima". Il comandante
Bardelli fu uno dei primi a cadere fulminato.
L'imboscata tesa dai partigiani costò ai marò nove morti
e numerosi feriti. Alla salma di Bardelli i partigiani strapparono due
denti d'oro e gli altri marò uccisi vennero rinvenuti lordati di
letame.
Nei primi giorni dell'ottobre 1944, il "Barbarigo" mosse all'attacco
dei partigiani attestati nella zona di Rimordono (Torino). I Marò
sbaragliarono le formazioni avversarie, costringendo le bande a riparare
in territorio francese.
SUL FRONTE ORIENTALE GORIZIA
Il 25 ottobre il Battaglione lasciò Ponte Canavese per il fronte
orientale. Il 29 giunse a Vittorio Veneto.
Nella zona, la gravissima, situazione determinata dalla pressione esercitata
contro la frontiera italiana e sulla città di Gorizia dai partigiani
sloveni del "IX Corpus" appoggiati da bande comuniste italiane,
richiese l'intervento del "Barbarigo", affiancato dalla 2a e
3a Compagnia del Battaglione "Valanga". I partigiani slavi erano
penetrati sino quasi a Gorizia; i reparti della "Decima" rastrellarono
la zona, infliggendo ingenti perdite alle bande di Tito. Alla fine di
dicembre il "Barbarigo", con altri reparti della Divisione "Decima"
fu inviato sul fronte dell’Isonzo per fronteggiare il IX Korpus
che minacciava la città di Gorizia.
Per contrastare le bande titine, il comando operativo della "Decima"
mise a punto con il comando dell’Adriatische-Kustenland il piano
Adler Aktion (Operazione Aquila).
Il "Barbarigo" attaccò i titini attestati sulle postazioni
trincerate risalenti alla prima guerra mondiale sul Monte San Gabriele
vincendo la strenua resistenza opposta dai partigiani e infliggendo poi
dure perdite ai reparti titini in ripiegamento grazie al fuoco delle Breda
37 della Compagnia Farotti e dei mortai CEMSA da 81 mm.
Ai primi di febbraio 1945 la Divisione "Decima" lasciò
Gorizia, ma il battaglione "Barbarigo" restò ancora qualche
settimana nella zona a difesa dei confini orientali della Repubblica e
sui monti San Marco e Spino respinse gli attacchi dei partigiani sloveni.
Con un contrattacco, che impegnò tutte le Compagnie del Battaglione,
ancora una volta i Marò sconfissero il nemico.
FRONTE SUD – IL SENIO
A metà marzo giunse al Battaglione l'ordine di trasferimento sul
fronte sud. Il reparto partì da Vittorio Veneto il giorno 20 diretto
a Rovigo. Il giorno 26 passò da Ferrara, Argenta e Imola. Il giorno
successivo entrò in linea alle dipendenze del comando "I°
Gruppo di combattimento Decima", comprendente oltre al "Barbarigo"
il Battaglione "Lupo", il Battaglione NP (Nuotatori Paracadutisti),
il Battaglione "Freccia" (Genio e Trasmissioni) e il Gruppo
d'artiglieria "Colleoni".
Nella zona di Imola, dal 28 marzo al 4 aprile, il Battaglione fu impegnato
in un'intensa attività di pattuglia catturando numerosi prigionieri,
appartenenti al Gruppo "Friuli" dell'Esercito Regio.
Il 20 aprile, per l'arretramento del fronte, il Battaglione iniziò
il ripiegamento verso nord attraversando il fiume Po in località
Oro. A Santa Maria Fornace, i marò sostennero un violento scontro
con reparti della Brigata "Cremona" del Regio Esercito del Sud
(in uniforme britannica).
Il 27 aprile il "Barbarigo" toccò Mondonovo giungendo
in serata a Conserve. Il giorno dopo il reparto proseguì verso
Allignassero in direzione di Padova, affrontando presso il ponte del Basassero
una postazione partigiana che fu sgominata dai Marò della 2a Compagnia.
L'ONORE DELLE ARMI AL "BARBARIGO"
Nella notte del 29 aprile il "Barbarigo" si schierò per
ascoltare le parole del comandante del "I° Gruppo di combattimento
Decima", Capitano di Corvetta Di Giacomo, e di un Ufficiale di una
Brigata corazzata neozelandese che fece ascoltare il messaggio del Maresciallo
Rodolfo Graziani, registrato per invitare a deporre le armi, evitando
ulteriori spargimenti di sangue.
Gli uomini del "Barbarigo", dopo una notte praticamente insonne,
inquadrati dai loro Ufficiali, la mattina seguente entrarono a Padova
armati, passando fra i reparti di carristi inglesi e neozelandesi che
resero loro l'onore delle armi.
Il 30 aprile il Battaglione si concentrò nella caserma "Pra
della Valle" e venne considerato disciolto. I Marò furono
avviati al 209 POW Camp presso Napoli, dove rimasero circa un mese; da
qui il 5 giugno furono trasferiti a Taranto e imbarcati sulla Duchess
of Richmond diretta in Algeria, destinazione il 211 POW Camp di Cap Matifou
ad una trentina di chilometri da Algeri, in prigionia.
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